Clara Garesio.“Architetture oniriche”
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Architetture oniriche

La ceramica, da sempre impiegata come materiale da costruzione, nonché come insostituibile complemento all’architettura d’interni, viene qui utilizzata come materia fondante della città, perché sono appunto di ceramica, e refrattario, le architetture oniriche che Clara Garesio compone in un insieme libero e articolato, che ripete la complessità e i nessi di una città in miniatura. Si tratta di una serie di pezzi realizzati dall’artista negli ultimissimi anni - a partire dall’opera “Architettura onirica” (2008) acquisita dal Museo Artistico Industriale Manuel Cargaleiro di Vietri sul Mare (SA) - ed ispirati allo spazio e all’architettura, nati dall’assemblaggio immaginifico di elementi plastici modellati in argilla e di frammenti di materiale refrattario, decorati con smalti policromi.

In effetti, queste costruzioni di Clara Garesio sono, più che veri e propri edifici in scala ridotta, ossature e rovine di piccole fabbriche architettoniche, che, investite dalla vitalità del colore – marca distintiva dell’artista – e della dirompenza creativa della decorazione, perdono qualsiasi connotazione tragica, per assumere il senso incantato della rinascita e della trasformazione onirica della città. L’artista esorcizza così l’incubo della devastazione bellica - così presente nella coscienza di ciascuno per esperienza diretta, come nel suo caso, o mediata dai mezzi di comunicazione, come nel caso delle giovani generazioni – trasformando il rudere e lo scheletro architettonico, in un organismo vitale, abitato presenze fantastiche di colori e forme, che hanno la capacità di coinvolgere il fruitore risvegliandone la fascinazione infantile per le costruzioni e per i paesaggi miniaturizzati.

Ma queste creazioni, nelle quali le forme in refrattario - usate tradizionalmente dal ceramista come ausilio per la cottura in forno dei pezzi - assurgono esse stesse, insieme con le terracotte,  al ruolo di cooprotagoniste dell’opera d’arte, sono anche l’omaggio dell’artista al nobile mestiere del fare ceramica. In esse, proprio come nella migliore architettura, arte e tecnica divengono un tutt’uno inscindibile, ed è per questo che la percezione dell’opera non si esaurisce nel coinvolgimento puramente estetico ed emozionale prodotto dalla ricchezza formale e cromatica, ma è capace di risvegliare curiosità e interesse nei confronti del materiale e dei processi tecnologici che ne sono alla base, offrendosi così come piena esperienza culturale.